mercoledì 29 luglio 2009

Un anno

Si L. … Forse è proprio qui che dovrei stare ora. Alle 8:30 del mattino davanti al pc, dopo essere praticamente SCAPPATO da casa di Giacomo! Finchè il ricordo è ancora vivido e vagamente concreto si; è meglio essere qui. Entrato in casa 10 minuti fa. Giusto il tempo di farsi un mega-caffè-corretto-baylies, riordinare un attimo le idee, e fissarle indelebili qui per poi rifletterci e interpretarle..

(che poi…da interpretare c’è ben poco credo)

~
Ero con Giacomo e Anna, in un luogo che ora non ricordo bene, ma era all’incirca un parco pubblico o giù di li. Cazzeggiavamo allegramente quando Giacomo, senza motivi che io ora ricordi prende e và a farsi un giro; offeso per chissà quale mia mancanza o altro. Poco male…me ne sbatto facilmente. Tutto pimpante, e comunque sereno anche dopo l’accaduto, alzo la testa oltre la gente, giusto per dare un’occhiata: quasi come me lo sentissi che dovevo farlo (..come quel giorno al Pride…).
Era li! Vestito in maniera strana quasi da sembrare Milord di Sailor Moon, accompagnato da due sue amiche a me ignote. Senza accorgersi della mia presenza passò davanti a me. Io ero solo, Anna era sparita; e cercai di non farmi vedere. Ma una delle sue due amiche, in evidente ricerca di aiuto per trasportare delle bottiglie di alcool (?), posa gli occhi su di me. Ed io penso:” Merda! E ora che cazzo faccio?!”. Ormai non c’è scampo. Lei mi chiede:” Aiuteresti il mio amico a sollevare queste bottiglie che sono molto pesanti?”. Io volgo lo sguardo a lui, sapendo già che la sua espressione sarebbe stata quella che vidi: imbarazzo. Come fu la mia del resto. Mi avvicinai a lui per aiutarlo, un pò titubante e con gli occhi fissi ad intermittenza fra i suoi, ed il pavimento. Poi ad un tratto, capisco che non ne possiamo fare a meno: allora ci fermiamo entrambi dal nostro cercar di sollevare questa inspiegambilmente insollevabile sporta di bottiglie. Ci guardiamo dritti negli occhi a 20 cm di distanza. E ci abbracciamo! Un abbraccio quasi di convenevolenza per non far pensare male le sue due amiche. Ma sottovoce, piano piano, gli sussurro all’orecchio:” Mi sei mancato, Andrea…”. E lui allo stesso modo risponde:” Anche tu Luca. ”. Ricordo che in quel momento sentii bisogno di piangere dalla gioia.
Nel frattempo Giacomo, ha trovato una sua vecchia amica in questo parco, e si è unito a lei allontanandosi volutamente da me. Ed io geloso di ciò e scocciato dal suo comportamento, ricordo che ero molto felice nel fargli notare che stavo entrando con Andrea (e le sue marginali due amiche) a casa sua. Furono sempre ste due sconosciute a chiedermi di seguirli per aiutarli. [che siano maledette!!]
Entrati siamo in un edificio assurdo. Sembra il giardino interno di un condominio altissimo chiuso a sè stesso: in cui tutte le finestre di un lato di esso, si affacciano sullo stesso, piccolo giardinetto. Ma vi era un tetto sopra la nostra testa. Così la stanza di Andrea, era questo grandissimo esagono dalle pareti altissime, cosparso di finestre dai curati davanzali con fiori annessi. Una luce bluastra a pallida illuminava il tutto. Cominciammo a rivolgerci la parola, cosa che finora non avevamo praticamente fatto. Frasi e parole di circostanza le nostre: come va?, gli studi tutto bene?, ma quel tipo la poi che fine ha fatto?, ecc…
Ad un tratto mi trovo a dargli le spalle mentre parlavamo. Lui in un punto indefinito della stanza; ed io di fronte ad un tavolo a sbrigare faccende casalinghe che nessuno mi aveva assegnato.
Inaspettatamente delle braccia mi cingono la vita, spingendo la mia schiena verso un corpo nudo e caldo. Sentii il suo pacco spingermi contro. In quel momento provai una confusione terribile, quasi un mancamento. Un senso di leggerezza e abbandono come se stessi assumendo la più estasiante droga che ci sia. “Perchè Andrea? Perchè mi hai lasciato così? “, gli chiesi. “ Sono stato uno stupido Luca, mi dispiace tantissimo. In tutto questo tempo non ho fatto altro che pensarti “. Io cominciai a piangere. E lui volle fare l’amore con me. Stupendo; ricordo che è stato bellissimo. Poi qui il sogno si spezza per un attimo. Io mi affaccio alla porta di questo edificio e in lontanza, nel parco, vedo Giacomo che sta giocando a carte con degli amici. In questo lasso di tempo che sono stato con Andrea, lui si è fatto biondo e aveva, mi pare, dei nuovi piercing all’orecchio. Ero certo che in qualche modo avesse capito cosa era successo ed era incazzato nero. A mia volta e in silenzio, non accettai questa sua incazzatura, e mi arrabbiai.
Giro la testa, volgendola verso l’interno dell’edificio e vedo Andrea con le sue amiche che mi osservano. Dico che devo andare. E Andrea, con espressione sconsolata, fa cenno di si. Esco e mi avvio verso la probabile uscita d’emergenza da questo sogno. Nel mio cammino i miei occhi si incrociano con quelli di Giacomo, in un reciproco scambio di odio e disprezzo.

Apro gli occhi e dopo cinque secondi, suona la sveglia.

Giacomo si alza e va in sala. Io dopo due minuti sono li. Nel giro di poco me ne son andato, palesemente irritato da qualcosa. Ho semplicemente detto di aver dormito male.

~

E’ passato un anno e mezzo cazzo! Un anno e mezzo da quando è finita con Andrea! E io vado a fare ancora sti sogni merdosi!!?!? Raramente mi capita di pensare a lui; per questo proprio non capisco da dove mi vengano questi, che mi fanno poi risvegliare con un senso di malinconia e rabbia ingestibili. Rabbia contro la mia testa che ha risvegliato ricordi che non volevo più rivivere. Emozioni che non volevo più provare. Gesti e situazioni che con fatica avevo seppellito.

Il tempo è trascorso velocemente per me. Ho festeggiato il primo anniversario con Giacomo una settimana fa, andando a Venezia. Lui ora vive solo, ha cambiato casa. E fra qualche mese andrò a stare da lui. Quindi la convivenza è certa. Un passo affrettato L. ? Non lo so. Io sento di stare bene con lui. Come compagno ha pochi difetti per fortuna (e quelli che ha sono trascurabili in un modo o nell’altro). Dopo un anno di assoluta fedeltà a lui, continuo a non sentire il bisogno di andare con altra gente. Ovviamente se vedo un figo per strada penso a quanto vorrei scopare con lui, ma questo chi non lo fa? Ma è solo una voglia istintiva, di riflesso.

Anna, che si è appena svegliata e sta leggendo, dice che Andrea non centra niente. E’ solo la trasposizione della mia inconscia voglia di evadere dalla monotonia di coppia: il bisogno di provare emozioni forti che logicamente dopo un anno sempre assieme, sono svanite o affievolite.
Che abbia ragione? Non lo so… Certo i brividi che provavo all’inizio, quando ci stavam conoscendo, come il confidarsi, fare l’amore per le prime volte, scambiarsi parole d’affetto, ora hanno un peso del tutto diverso. Può anche darsi che io sia entrato senza accorgermene nella routine della coppia. Ma va anche bene! Però….

perchè Andrea!?!

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